mercoledì 24 aprile 2013

Call me L'Oreal because I'm worth it

Eccoci qui con una nuova playlist. Era da un bel po' che non smanettavo su 8tracks e iniziava a mancarmi quindi, bando alle ciance, cliccate su play e buttatevi nelle danze più sfrenate.


domenica 21 aprile 2013

The Crookes

I Crookes sono una band indie pop-rock proveniente da Sheffield e formata da George Waite (basso/voce), Alex Saunders (chitarra solista), Daniel Hopewell (chitarra ritmica) e Russell Bates (percussioni).
Nel 2010 la band ha tenuto più di 150 concerti, esibendosi in ogni angolo del Regno Unito, accompagnati da due brevi tour in Olanda e Germania. Sempre nel marzo dello stesso anno la band ha effettuato 5 memorabili concerti live in soli 4 giorni al leggendario SXSW (South by South West) Festival ad Austin in Texas. Forti del successo ottenuto in tourneé, sul finire dell'anno I Crookes hanno pubblicato “Dreams of Another Day” contenente le hit “Backstreet Lovers” e “A Collier's Wife”, brani eseguiti in una serie di performance acustiche per la BBC.
Il loro album di debutto “Chasing After Ghosts”, è stato scelto per riflettere su quello che la band descrive come “ i giorni, le settimane, i mesi e gli anni trascorsi che noi cerchiamo di recuperare, le persone che abbiamo perso ed erroneamente allontanato, la nostra preoccupazione che la gioventù e la bellezza non durino per sempre”.
Il loro secondo album "Hold Fast" uscito nel Giugno del 2012 si ascolta con piacere e non discosta molto dalle sonorità di Chasing After Ghosts.


Per essere più vicini ai fans, I Crookes, hanno aperto un fanclub e un fanzine (fans magazine) chiamato “Bright Young Things” in cui si possono trovare citazioni tratte dai loro libri preferiti,disegni, testi di canzoni, appunti di viaggio, recensioni, foto.

martedì 16 aprile 2013

Skip&Die

Dopo i Die Antwoord rieccoci alle prese con un nuovo gruppo proveniente dal Sud Africa. Oggi vi propongo i Skip&Die, band formatasi dalla collaborazione della cantante e visual artist Catarina Aimée Dahms meglio nota come Cata.Pirata e del produttore olandese Jori Collignon.

Intitolato "Riots in the Jungle", l'album è stato scritto da Cata.Pirata e Jori durante un viaggio che attraversò il Sud Africa, Johannesburg, Città del Capo e Guguletu, collaborando lungo la strada con alcuni dei più suggestivi music-maker del luogo. L'album contiene canzoni in inglese, afrikaans, xhosa, zulu, spagnolo e portoghese e racconta la loro esperienza di viaggio, composta da sole cocente, strade polverose, baracche, scarafaggi, sommosse, teschi, ossa e speranza
Un misto di sonorità attende chi vuole avvicinarsi a questo gruppo, specialmente se si sta cercando qualcosa di nuovo dalle multi (etniche) sfaccettature.

venerdì 12 aprile 2013

Colour of Bone - Low Mode

Dopo più di un mesetto rieccomi qui, insomma ogni tanto riciccio come i funghetti. Ho deciso di riprendere in mano le redini del blog e aggiornarlo più frequentemente, lo so sono anni che ripeto la stessa cosa e non lo faccio mai, ma questa volta sono più fiduciosa e, lo ammetto, ho più tempo libero che in questo caso può tornarmi utile per aggiornare. E poi giusto per vantarmi un po', ma avete notato quante volte trasmettono il video dei Bastille sul canale di RTL? O avete fatto caso che nello spot della Martini c'era una canzone di Willy Moon? Per non parlare dello stratosferico successo di Gotye e Kimbra, ah e quasi dimenticavo che l'altro giorno facendo zapping in un programma misero una canzone delle Alpine. Mi sento un po' mascotte portafortuna per alcuni gruppi, quindi se posso essere utile a far girare musica nuova e meritevole beh ben venga.

Oggi vi lascio semplicemente la Song of the Week. Era da tanto tempo che non ne eleggevo una, quindi per questa settimana vi consiglio Low Mode dei Colour of Bone. Una bella canzone rockettara, piena di carica e perfetta per queste giornate che, almeno dove abito io, stanno regalando un bel tempo. A quanto ho capito questo gruppo è capitanato da Sam Stockman, per i non avvezzi alle serie tv Sam veste i panni di Emerson Kent in Whitechapel (serie che consiglio vivamente) e il loro album uscirà il primo maggio.

martedì 19 marzo 2013

Brooke Candy



Not really the kind of music I usually listen to, but can't get this song out of my head! GO BROOKE GO!!

giovedì 28 febbraio 2013

Cracked Rainbow

Soooo, my last post was ages ago, I apologize for that, but there's something new you should know! I finally started a new blog about really COOL stuff, therefore you must check it out! Click HERE and you'll be involved in a beautimous space!

I'll try not to abandon this blog but at the moment I have the need to explore new paths, so if you want to keep reading what I write simply pop on CRACKED RAINBOW

Elle. xo

giovedì 17 gennaio 2013

Summer Camp

Finalmente eccoci alle prese con il primo post del 2013. HALLELUJAH! Per il momento il buon proposito di tenere un blog aggiornato non sta decisamente andando per il verso giusto. Sono una pigrona non lo nascondo.
Dunque, ho deciso di inaugurare questo 2013 con i Summer Camp, duo che avevo già scoperto l'anno scorso e con "l'anno scorso" intendo verso la fine del 2012. 

I Summer Camp si sono formati nel 2008 dal polistrumentista Jeremy Warmsley e dalla cantante Elizabeth Sankey. Inglesi (giusto per sottolineare l'ovvio)
Il loro stile è stato definito come "alternative pop" ma un alt.pop che richiama lo stile dei gruppi al femminile degli anni 60 e dal synth pop anni 80, invece i testi scritti da Elizabeth sono spesso cupi e trattano relazioni fallite e conflitti.
Al momento hanno un contratto con la Moshi Moshi Records con la quale hanno rilasciato sia il loro EP di debutto nel 2010 e sia il loro primo album "Welcome to Condale", uscito nel 2011 e che ha ricevuto parecchie critiche positive. 
I Summer Camp sono anche molto influenzati dalla cultura americana, specialmente dal ventennio 60-80. Ma come mai questi due sono così fissati con gli States? Dopo tutto, non è questa la generazione che è stata cresciuta a pane, Oasis e figosità made in UK?
"Non so se è perché guardando la cosa dall' Inghilterra, la si vede attraverso un prisma, ma quando ho lasciato la scuola ero piuttosto sconvolta dal fatto che non ho mai avuto la possibilità di frequentare un anno in una scuola superiore americana. Credo di aver pensato che se avessi vissuto in America tutto sarebbe stato solo un po' meglio. " Queste le parole di Elizabeth che a quanto pare non è l'unica a pensarla così, visto che anche io sono sempre stata convinta della stessa cosa, molto probabilmente per colpa di quei film alla John Hughes su cui tutte noi sognavamo.